AQUAPLUS in Sud Sudan: l’acqua che cambia la vita di intere comunità

HUB MULTIMEDIALE ONDE – 1 Dicembre 2025

Ci sono Paesi in cui l’acqua non è un bene: è un confine.
Un limite tra ciò che si può fare e ciò che non si può nemmeno sognare. Il Sud Sudan è uno di questi luoghi: giovane, ferito, attraversato da fiumi ma assetato di infrastrutture, servizi e stabilità. Nei villaggi rurali, nonostante il Nilo Bianco scorra potente, l’acqua pulita resta lontana quanto una promessa non mantenuta: pozzi inesistenti, falde contaminate, raccolti incerti, vita quotidiana segnata da una lotta continua contro il tempo e contro la natura.

AQUAPLUS ha scelto di iniziare proprio da qui.
Dal bisogno più elementare, più urgente, più dimenticato. Quando nel 2018 i volontari dell’associazione – con il supporto della Regione Lombardia – hanno ascoltato le comunità locali, è emersa una verità semplice e assoluta: senza acqua non c’è futuro.
E da quella verità è nato un progetto che, per anni, ha navigato tra inondazioni, instabilità politica, difficoltà logistiche e una pandemia globale. Ogni passo avanti è costato fatica, coraggio, ostinazione.

Eppure, il 2025 ha cambiato tutto.
Con un investimento complessivo di circa 160.000 dollari, sostenuto da Rotary Foundation, AQUAPLUS, Regione Lombardia, Distretti italiani e la Onlus EDODE’, le infrastrutture sono diventate realtà: pozzi, pompe, pannelli solari, serbatoi, chioschi dell’acqua.
E un giorno di giugno, quasi senza rumore, l’acqua ha cominciato a scorrere.

Per le famiglie dei villaggi attorno a Juba è stata una rivoluzione silenziosa: i bambini non devono più camminare per ore sotto il sole, le madri possono dedicare il tempo risparmiato alla cura della casa e all’istruzione dei figli, gli uomini possono lavorare senza dover contare sempre sulle piogge.
L’acqua pulita non ha portato solo benessere: ha portato dignità.

Ma il progetto non finisce con l’arrivo dell’acqua. Inizia ora la parte più importante: la formazione della comunità.
Il “PLUS” di AQUAPLUS significa accompagnare gli abitanti nella gestione autonoma degli impianti, un passaggio cruciale per garantire continuità e indipendenza. Con Caritas e i tecnici locali, il Rotary sta costruendo una responsabilità condivisa: non solo pozzi, ma competenze; non solo infrastrutture, ma fiducia.

«Il Sud Sudan è un paese-non-paese: potenzialmente ricchissimo, ma senza strutture, senza sicurezza, senza un vero sistema economico», racconta Emiliano Veronese, Project Manager dal 2022. «L’acqua non è solo un bene vitale: è il primo passo per restituire dignità e autonomia.»

E forse è proprio questa la forza più grande del progetto: dimostrare che ciò che sembra impossibile può diventare possibile, quando si ascolta, si insiste, si resta.
AQUAPLUS in Sud Sudan non è solo un intervento rotariano.
È una testimonianza potente: anche nel punto più fragile della mappa, il Rotary può portare speranza. E la speranza, a volte, scorre come l’acqua.