John Hewko: un’anticipazione del servizio di Giuliana Ferraino, giornalista del Corriere della Sera, sul futuro del Rotary e del multilateralismo delle persone

HUB MULTIMEDIALE ONDE – Edizione straordinaria, John Hewko a Milano
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Per il mio lavoro al Corriere della Sera incrocio e intervisto molti personaggi di grande rilievo, ma non mi capita spesso di conoscere qualcuno come John Hewko. È una figura atipica e davvero intrigante, non solo perché dal 2011 è Segretario generale e CEO del Rotary International, una delle più grandi reti civiche del mondo, con 1,2 milioni di soci riuniti in oltre 46 mila club.

Hewko mi ha colpito anche per il suo percorso personale. È stato infatti protagonista della stagione post-sovietica in Ucraina, contribuendo tra l’altro alla stesura della bozza della Costituzione. Durante la nostra lunga conversazione mi ha raccontato la sua storia e la delusione per quanto accade oggi nel Paese dove sono nati i suoi genitori.

Ma è emersa anche la sua visione per rafforzare il ruolo del Rotary nel mondo contemporaneo. In una fase come quella attuale, in cui vediamo gli Stati fare un passo indietro nella cooperazione internazionale, Hewko propone quello che definisce un «multilateralismo delle persone»: la convinzione che le reti civiche e gli attori non statali possano contribuire a colmare il vuoto lasciato dal pubblico.

Da questo incontro è nato un ampio servizio che offre una lettura originale della nuova fase dell’ordine internazionale, partendo proprio dall’esperienza personale di Hewko. La pubblicazione, inizialmente prevista nelle scorse settimane, è stata rinviata a causa delle celebrazioni per i 150 anni del Corriere della Sera — fondato nel marzo del 1876 — e dello scoppio della guerra contro l’Iran.

L’intervista uscirà prossimamente su 7, il magazine del Corriere della Sera.

Giuliana Ferraino