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Lettera del Governatore di xxxxxx( Cloned )

HUB MULTIMEDIALE ONDE – 1 Febbraio 2026
Rotary Distretto 2041 - Rotary International

Milano, 1 xxxxxx 2026

Carissime amiche e carissimi amici Rotariani del Distretto Metropolitano,

gennaio ci ha lasciato con la potente testimonianza di Paolo, il nostro architetto rotariano, che ci ha mostrato come l’Azione Professionale non sia altro che l’anima del nostro servire: la qualità, l’etica e la competenza che trasformano un buon proposito in un progetto eccellente. Il nostro “Filo della Speranza” si è così nobilitato, intrecciandosi con l’integrità del nostro lavoro quotidiano.

Ora, quel filo ci conduce a un passo successivo, più ambizioso e forse più necessario che mai nel mondo di oggi. Cosa succede quando due persone, guidate dalla propria etica professionale, si incontrano, si parlano e si riconoscono come pari, al di là delle loro differenze? Succede che costruiscono qualcosa di indistruttibile. Questo ci porta al cuore del tema di febbraio: la Promozione della Pace e la Prevenzione dei Conflitti.

Siamo abituati a pensare alla pace come a qualcosa di grandioso: trattati firmati da capi di stato, eserciti che depongono le armi. Ma il Rotary ci insegna che la pace, quella vera e duratura, inizia in modo molto più umile.

Inizia con un gesto di comprensione.

Lasciate che vi racconti la storia di Leila e David.

Leila è una giovane palestinese, David un giovane israeliano. Entrambi hanno perso un familiare nel conflitto che insanguina la loro terra. Le loro vite sono state plasmate dal dolore, dalla rabbia e da una narrazione che dipinge l’altro come un nemico disumano. Non si conoscono e, se si incontrassero per strada, probabilmente si ignorerebbero o si guarderebbero con sospetto.

Un giorno, entrambi vengono selezionati per una borsa di studio della Fondazione Rotary per frequentare un master in “Peace and Conflict Resolution” presso uno dei Centri Rotariani per la Pace nel mondo. Si ritrovano nella stessa aula, costretti a studiare insieme, a lavorare sugli stessi progetti. All’inizio la tensione è palpabile. Il peso delle loro storie li separa come un muro invisibile.

Il momento cruciale della loro storia non è un accordo politico, ma un semplice caffè preso insieme dopo una lezione difficile. Per la prima volta, non parlano del conflitto. Parlano delle loro passioni, della musica che ascoltano, delle loro paure per il futuro. David scopre che la sorella di Leila ama lo stesso suo gruppo rock. Leila scopre che David ha la sua stessa assurda paura dei ragni. In quell’istante, smettono di essere le etichette “israeliano” e “palestinese” e diventano semplicemente “David” e “Leila”. Riconoscono l’umanità l’uno nell’altra.

Alla fine del loro percorso, tornano a casa. Non hanno risolto il conflitto mediorientale, ma hanno fatto qualcosa di forse più importante. Hanno costruito un ponte. Un ponte fatto di comprensione, di rispetto, di amicizia. Un ponte che nessun missile, nessuna bomba e nessuna propaganda politica potrà mai distruggere. Oggi, insieme, gestiscono una piccola ONG che organizza laboratori artistici per bambini israeliani e palestinesi, usando l’arte per insegnare loro ciò che hanno imparato: che al di là dei muri, c’è un volto, una storia, una persona.

Il service per la pace, per noi Rotariani, è questo. È costruire ponti. E lo facciamo ogni volta che organizziamo uno Scambio Giovani, mandando i nostri figli a vivere in un’altra cultura.

Quest’anno saranno 6 per gli scambi brevi e almeno 4 per gli scambi annuali.

E poi quasi 40 tra ragazzi e ragazze per i tre Camp, incluso quello olimpico.

Lo facciamo sostenendo i nostri borsisti della pace come Leila e David. Ma lo facciamo anche, più semplicemente, nella nostra Milano.

Costruiamo la pace quando, con i nostri progetti, lottiamo contro le disuguaglianze che sono il terreno fertile dell’odio e del conflitto sociale. Quando promuoviamo il dialogo interreligioso.

Quando con la Staffetta della Pace che il nostro Distretto ha organizzato in occasione di Milano Cortina, coinvolgiamo quasi 1000 studenti lombardi delle scuole superiori, che potranno poi anche seguire il percorso interattivo di un apposito corso, per ottenere un certificato di Costruttore di pace.

Il nostro filo, che ha protetto la vita e si è nobilitato nella professione, oggi diventa un legame tra i popoli. E vedremo come questo legame, il mese prossimo, sia essenziale per affrontare un’altra grande sfida globale: quella di garantire a tutti la risorsa più preziosa di tutte.

Grazie per essere costruttori di pace.

Questo è il nostro ottavo passo. Il filo che ci unisce oggi lega il mondo.

Riccardo Di Bari
Governatore Distretto 2041 RI